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6 Ottobre 2017

INTERVISTA A SERGIO GALIMBERTI

La pasticceria è una parte dell’arte culinaria, dedicata esclusivamente alla preparazione di alimenti dolci quali paste farcite, pasticcini, torte, biscotti, praline, cioccolatini, canditi e simili.
Sopratutto in questi ultimi anni la figura del pasticcere ha avuto un enorme successo, grazie anche a manifestazioni sul food, concorsi nazionali e internazionali, e tutti i programmi televisivi ad essa dedicati.

Abbiamo approfondito l’argomento con il Pasticcere Sergio Galimberti, proprietario della Pasticceria Galimberti di Meda (MB) e docente a Progetto PerFormare.

Da dove nasce la sua passione per la pasticceria?
Mio padre aveva un panificio però ha sempre avuto anche la passione per la pasticceria, quindi una volta finito il normale lavoro si dilettava alla produzione di dolci, fin da bambino lo aiutavo a rompere le uova, ungere le padelle, lucidare i biscotti, sarà probabilmente per quello che la pasticceria mi è entrata nel sangue, praticamente respiro farina, zucchero, uova e burro da quando sono nato.

Quale è il percorso formativo di studi ideale per questo tipo di professione?
Non c’è un percorso ideale, posso raccontare la mia esperienza, finite le scuole medie ho preso un diploma di scuola professionale di pasticceria al C.A.P.A.C. di Milano, i corsi erano tenuti al pomeriggio, la mattina avevo trovato lavoro in una pasticceria sempre a Milano, quindi, abitando a circa 25 km, uscivo da casa prima delle 6.00, prendevo treno, metro e tram per essere in laboratorio entro le 7.00, alle 14.00 staccavo, mangiavo un panino, riprendevo tram e metro per andare a scuola quasi all’altro capo della città dalle 15.00 alle 19.00, rimettevo piede a casa attorno alle 20.15; questo dal lunedì al venerdì, sabato si è sempre lavorato tutto il giorno e la domenica fino alle 13.00. In un anno di scuola ho imparato a malapena qualche pasta di base e qualche biscotto, in 8/9 anni di laboratorio buona parte di quello che so, ma questo è un lavoro dove non si finisce mai di imparare e bisogna avere una grande passione per superare i sacrifici che impone.

Ci racconti cosa l’ha portata ad iniziare la sua attività professionale e l’ha spinta ad aprire una pasticceria?
Una grande passione per questo lavoro e il fatto che possedendo già mio padre un panificio abbiamo ritenuto opportuno allargare ed ampliare i locali con una pasticceria vera e propria quando mi sono ritenuto pronto a svolgere questa professione per conto mio.

Quali sono le attitudini personali che un pasticcere, secondo lei, deve possedere per esercitare la professione?
Passione, spirito di sacrificio, buon gusto, gentilezza, umiltà e voglia di apprendere e sperimentare.

Tre aggettivi per definire cosa rappresenta per lei la pasticceria?
Non ho tre aggettivi che mi aiutino a definirla, mi ha accompagnato per tutta la mia vita, ho 57 anni, svolgo questa professione a tempo pieno da quando ne ho 14…

Ha uno o più personaggi per i quali nutre maggiore stima?
Mia moglie, mi ha accompagnato in quest’avventura da quando ci conosciamo senza mai farmi mancare il suo appoggio, i miei genitori ed i miei fratelli che nel corso degli anni mi hanno sempre aiutato.

Quali sono i 3 dolci che non possiamo perderci se passiamo dalla Pasticceria Galimberti a Meda (MB)?
Il classico cannoncino mignon, la charlotte di mele, la profitteroles.

Vuole svelarci una delle sue ricette preferite?
Non c’è una ricetta preferita, sono tutte e nessuna, la soddisfazione del cliente è la mia ricetta preferita.

Sta progettando o parteciperà ad alcune iniziative ed eventi di settore?
Al momento no.

Un sogno nel cassetto?
E’ nel cassetto, quindi lasciamocelo…

Se questa professione è la tua passione visita l’offerta formativa di Progetto PerFormare e scopri il corso ad essa dedicato.